08:00 -
Registrazione dei partecipantiReception
09:00 - 10:00
Apertura del Forum. Benvenuto degli organizzatoriAuditorium
10:00 - 13:00
Sessione speciale - La strategia dello sviluppo e della sicurezza dei fonti energetiche nel quadro della transizione ecologica a livello mondiale Auditorium
13:00 - 14:30
PranzoBouvette
14:30 - 15:30
Sessione 1 - È possibile il Grande Partnerariato Eurasiatico dall’Atlantico al Pacifico?Auditorium

Nello spazio della Grande Eurasia esistono varie organizzazioni regionali e interregionali: Unione Europea, Unione Economica Eurasiatica ( Russia, Bielorussia, Kazakhstan, Armenia, Kyrgyzstan), Nuova Via della Seta, Shanghai Cooperation Organization ( Cina, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Russia, Tajikistan, Uzbekistan), Partenariato Economico Globale Regionale ( Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Filippine, Singapore, Thailandia, Vietnam: membri dell’ASEAN; Australia, Cina, Giappone, Nuova Zelanda e Corea del Sud). In che modo esse collaborando potrebbero favorire uno sviluppo economico solido, stabile e rispettoso dell’uomo e dell’ambiente? Le loro strategie potrebbero interagire per il superamento della crisi globale, per lo sviluppo economico e sociale, per allentare le tensioni tra Est e Ovest e per ricercare un nuovo ordine geopolitico ed economico-sociale multipolare?

15:30 - 15:45
Pausa caffè Bouvette
15:45 - 16:45
Sessione 2 - Il gas naturale e la green economyAuditorium

Il gas naturale è fondamentale per accompagnare il sistema energetico verso la sua decarbonizzazione, supportando lo sviluppo di green gas grazie a infrastrutture digitalizzate. Come si evolverà la domanda globale del gas naturale? Quali sono le prospettive per l’introduzione delle tecnologie dell’idrogeno, come vettore energetico? Quale è la strategia delle più grandi aziende energetiche, quali cambiamenti intendono apportare al loro sviluppo?

16:45 - 17:45
Sessione 3 - Transizione ecologica ed economia circolareAuditorium

L’ attuale sistema economico di produzione e di consumo intensivo, fondato sul “capitale” e sulla crescita infinita, non è più sostenibile dal punto di vista dell’impiego delle risorse ed è pertanto necessario favorire un modello che invece nella sostenibilità, ambientale, sociale ed economica, ha il proprio punto di forza. L’obiettivo è quello di rilanciare l’economia e i settori produttivi, mettendo al centro la tutela e il rispetto dell’ambiente. Questo consentirà un contrasto efficace alla crisi climatica, diventata un’emergenza stringente e non più rimandabile, alla drammatica perdita della biodiversità, alle profonde diseguaglianze tra emisferi, generi e generazioni. Si tratta di un’operazione complessa che necessita di un processo graduale: non bisogna farsi prendere né dal panico né da eccessivo ottimismo.

17:45 - 18:30
Sessione 4 - L’attività della diplomazia nell’attuale contesto internazionaleAuditorium
08:30 - 09:00
Registrazione dei partecipantiReception
09:00 - 10:00
Apertura della seconda giornataAuditorium
10:00 - 11:00
Sessione 5 - Nuove sfide e opportunità del sistema finanziario e bancario alla luce della pandemia di Covid-19Auditorium

Le pandemie sanitaria ed economica che hanno travolto gran parte del globo lasciano prevedere tempi di risoluzione non brevi, contribuendo ad accelerare processi potenzialmente idonei a modificare radicalmente il contesto socio-economico di riferimento. Come il sistema finanziario e bancario intende reagire al processo di de-globalizzazione, alla necessità di accelerare il FinTech e a quella di sviluppare la finanza per la crescita sostenibile? Come vedono i banchieri il futuro del loro settore nel medio-lungo termine? Quale sarà il ruolo del sistema finanziario e bancario nella prospettiva della transizione alla green economy?

11:00 - 12:00
Sessione 6 - Innovazione tecnologica e transizione digitale, come motori di uno sviluppo economico-sociale inclusivo e sostenibileAuditorium

Il loro impatto sui processi produttivi industriali e nelle infrastrutture, la Pubblica Amministrazione, il flusso transfrontiero dei beni e il loro ruolo nella cooperazione economica e commerciale tra Europa e la Grande Eurasia. Cambieranno i trasporti, le infrastrutture, il manifatturiero, la produzione energetica, il modo di fare turismo. Nell’industria passeremo dai modelli hard to abate all’elettrificazione.

12:00 - 13:00
Sessione 7 - Il settore farmaceutico nel contesto del Covid-19 ha manifestato una vitalità eccezionale, diventando uno dei driver dello sviluppo economico. Questo fenomeno sarà di lunga durata?Auditorium

Le industrie legate alla salute hanno confermato anche nel periodo pandemico di essere uno dei comparti dell’economia più solidi e dinamici a livello mondiale. Pressati dalla pandemia i vari Paesi hanno dovuto riconsiderare le priorità della politica economica e del budget. Cosa hanno rivelato la corsa ai vaccini contro il Covid-19 e la strategia nazionale o regionale per affrontare la pandemia? Una condivisione strategica a livello globale senza steccati geopolitici non potrebbe favorire uno sviluppo più significativo delle ricerche- mediche, della farmacologia e dell’intero settore farmaceutico? Esso sarà in grado di guidare il processo della ripresa?

13:00 - 14:30
PranzoBouvette
14:30 - 16:00
Sessione 8 - Ricerca per il superamento del sistema economico-sociale neoliberisticoAuditorium

Per ripartire dopo l’emergenza Covid-19, una volta affrontatone il contenimento, una pericolosa trappola sarebbe quella di limitarci a ripristinare semplicemente il modello economico neoliberista, accontentandoci di migliorare in modo marginale il nostro sistema sanitario per far fronte alla prossima pandemia.
È urgente capire che la pandemia non è un cosiddetto “cigno nero”, un evento inatteso e imprevedibile. E nemmeno uno “shock esogeno”.
È purtroppo una delle inevitabili conseguenze dell’Antropogene, l’epoca geologica nostra contemporanea, in cui l’ambiente terrestre è fortemente violentato su scala, sia locale sia globale, dagli effetti dell’azione umana: effetti che sono stati aggravati notevolmente dal sistema neoliberistico, che da oltre 50 anni plasma la politica economica e la vita della stragrande maggioranza dei Paesi del mondo: megalopoli disumane; aumento endemico delle disuguaglianze sociali.
Ormai esiste una larga condivisione sul fatto che è necessario un modello alternativo al neoliberismo che viene ritenuto improponibile persino dalle più importanti multinazionali del globo e dai promotori del Forum Economico Internazionale di Davos, il cui fondatore e presidente Klaus Schwab nel suo recente libro Covid-19. The Great Reset propone di superare lo Shareholder capitalism in favore di un nuovo capitalismo che, invece degli azionisti, pone al centro le imprese private come “fiduciari della società”. Le stesse imprese dovrebbero farsi carico nei confronti della società civile di sostenere i diritti umani e dei lavoratori, perseguire uno sviluppo economico sostenibile e creare valore per tutti i loro stakeholders: dipendenti, clienti, fornitori, comunità locali. Addirittura le aziende multinazionali non solo sarebbero chiamate a perseguire gli interessi di quegli stakeholder che sono direttamente coinvolti, ma dovrebbero comportarsi come stakeholder, insieme ai governi e alla società civile, del nostro futuro globale.
L’alternativa al neoliberismo proposta da Klaus Schwab è convincente? Ma davvero c’è una identità profonda tra il bene collettivo e la responsabilità e capacità del sistema delle grandi imprese di conseguirlo? E la governance del post-neoliberismo potrà ragionevolmente essere affidata ai medesimi attori e responsabili del fallimento dell’economia neoliberista? Quale è il ruolo dello Stato in questo processo?
Collocandosi essa in una concezione ancora monopolare della governance internazionale quali possibilità di successo può avere in un contesto globale che reclama da qualche tempo una governance multipolare?

16:00 - 17:00
Sintesi dei lavori del ForumAuditorium